Approfondimenti

E-fattura: software gratuito per i Consulenti del Lavoro

E-fattura: software gratuito per i Consulenti del Lavoro

Le soluzioni alle criticità riscontrate dai Consulenti del Lavoro nell'approfondimento della Fondazione Studi

Un software dedicato all’intero processo di fatturazione elettronica, che consente ai Consulenti del Lavoro di gestire gratuitamente fino a 300 fatture emesse. È il servizio realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e da TeleConsul Editore, in collaborazione con la società di servizi digitali InfoCert, per aiutare i professionisti che, dal 1° gennaio 2019, dovranno adempiere al nuovo obbligo. Con questo applicativo gratuito la Categoria fornisce una soluzione concreta ad una delle criticità riscontrate dagli iscritti negli studi e segnalate al Consiglio nazionale dell’Ordine tramite i Consigli provinciali: il progressivo aumento dei costi dei software informatici, necessari per gestire le fatture in modalità digitale.

Tutte le principali problematiche inerenti la fatturazione elettronica tra privati trovano risposta nell’approfondimento della Fondazione Studi del 14 novembre 2018, in cui vengono fornite alcune possibili soluzioni ed illustrate le specifiche tecniche del software di fatturazione elettronica. Fra le soluzioni prospettate, “l’introduzione di una moratoria senza sanzioni per un periodo transitorio di dodici mesi - ha dichiarato il Presidente della Fondazione Studi, Rosario De Luca - nasce dalla necessità di evitare che la semplificazione amministrativa si trasformi in una complicazione per studi dei Consulenti del Lavoro. Per questo - ha aggiunto - è necessario intervenire anche sull’annosa questione del digital divide”.

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Rassegna stampa: Italia Oggi del 15.11.2018

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La somministrazione di lavoro

La somministrazione di lavoro

Approfondimento della Fondazione Studi sulle indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro con la circolare n.17/2018 dopo le modifiche del “Decreto Dignità”

Con la circolare n. 17 del 31 ottobre 2018 il Ministero del Lavoro ha fornito le prime indicazioni in materia di contratto a termine e somministrazione di lavoro dopo le modifiche introdotte dagli articoli 1 e 2 del d.l. n.87/2018, convertito con modificazioni nella Legge n. 96/2018.

In particolare, per ciò che riguarda la somministrazione di lavoro, la circolare ministeriale precisa che, nel caso in cui questa superi il periodo di 12 mesi presso lo stesso utilizzatore o ci sia un rinnovo della missione, il contratto di lavoro stipulato dal somministratore con il lavoratore dovrà indicare una motivazione riferita alle esigenze dell’utilizzatore medesimo. Il Ministero interviene, inoltre, sul limite quantitativo dei lavoratori somministrati e sul regime transitorio, precisando che dal 1° novembre 2018 si applicano tutte le disposizioni introdotte dal c.d. “Decreto Dignità”.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l'approfondimento del 5 novembre 2018 analizza gli effetti della nuova normativa e, alla luce delle recenti indicazioni interpretative ministeriali, si propone di favorire la corretta applicazione della nuova disciplina in materia di somministrazione di lavoro.

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Premi di risultato: conversione in welfare previdenziale e sanitario

Premi di risultato: conversione in welfare previdenziale e sanitario

L'approfondimento della Fondazione Studi per una corretta gestione contributiva

Il legislatore, a partire dall'anno 2017, ha incentivato la conversione dei premi di risultato detassabili in forme di welfare di particolare utilità sociale, come la previdenza complementare o l’assistenza sanitaria integrativa. La possibilità di convertire i premi è stata accompagnata (art. 1 c. 184-bis L. 208/2015) da un aumento delle soglie di esenzione fiscale, normalmente fruibile secondo la relativa disciplina. Nulla è stato detto, invece, sul regime contributivo dei premi detassabili, convertiti in contributi ai fondi pensione o alle Casse sanitarie, lasciando di conseguenza agli operatori del mercato del lavoro il problema del relativo assoggettamento contributivo.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l'approfondimento del 26 ottobre 2018, realizzato in collaborazione con il Mefop, si propone di investigare i presupposti normativi e la più corretta gestione contributiva della conversione del premio di risultato in forme di welfare previdenziale o sanitario, anche alla luce dei precedenti orientamenti forniti dall’Istituto nazionale di previdenza sociale.

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Regime forfetario e sistemi equivalenti in Europa

Regime forfetario e sistemi equivalenti in Europa

Nell'approfondimento della Fondazione Studi la proposta del CNO dopo la comparazione con gli altri Paesi europei

Fra le misure inserite nel Documento di economia e finanza (Def) al centro del dibattito nazionale c'è l'introduzione dal 2019 della flat tax con un’aliquota ridotta al 15% per l’imposta sui redditi di impresa corrispondenti agli utili destinati all’acquisto di beni strumentali e alle nuove assunzioni. Il Governo sta pensando anche di estendere l'aliquota al regime forfetario delle Partite Iva con un volume d'affari fino a 65mila euro. Ma come funziona il regime contabile forfetario attuale? E in Europa ci sono esperienze imitabili? A queste domande risponde la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l'approfondimento del 12 ottobre 2018, in cui analizza la disciplina italiana comparandola ai sistemi di tassazione vigenti in altri Paesi europei(Francia, Irlanda, Russia, Romania, Ungheria, Bulgaria), che applicano la flat tax o, in alcuni casi, metodologie forfetarie di determinazione del reddito comparabili al c.d. regime forfetario italiano.

La disciplina italiana prevede un'aliquota ordinaria del 15% sul reddito determinato forfetariamente se non si conseguono ricavi o compensi eccedenti i limiti individuati in funzione dell’attività svolta, che oscillano tra 25.000 e 50.000 euro. Considerati i vantaggi in termini di semplificazione offerti dal regime forfetario ai contribuenti, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, nel corso delle audizioni parlamentari, ha proposto di allineare il regime con gli istituti esistenti negli Stati europei analizzati nell'approfondimento, innalzando le soglie dei ricavi e dei compensi che ne consentono l’applicazione e modificando i relativi coefficienti di redditività. 

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Rassegna stampa: Italia Oggi del 13.10

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Notizie correlate: Semplificazione fiscale codici contenzioso tributi - E-fattura, cdl pronti al cambiamento - Partite iva, in arrivo gli alert sullo spesometro - Fatturazione elettronica, le proposte di semplificazione dei cdl - Decreto Dignità, Fondazione Studi analizza le novità in materia fiscale - E-fattura, cdl pronti al cambiamento

Fatturazione elettronica: le proposte di semplificazione dei CdL

Fatturazione elettronica: le proposte di semplificazione dei CdL

Domani a Roma la presentazione del portale AE "Fatture e Corrispettivi" con i vertici del CNO

Rendere più conveniente la fattura elettronica con una procedura di compilazione più semplice e rapida, che preveda l’utilizzo di un software di fatturazione. Eliminare le sanzioni per un periodo transitorio di sei mesi così come l'obbligo del c.d. Codice univoco, per poter utilizzare il solo numero di Partita Iva. Riportare almeno a 15mila euro la soglia per l’esclusione dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per le compensazioni orizzontali dei crediti fiscali ed introdurre un significativo credito d’imposta per il recupero delle spese relative agli investimenti in formazione e strumenti tecnologici. Queste, in sintesi, le proposte per una corretta gestione dell'obbligo di fatturazione elettronica tra privati, che saranno illustrate dai vertici del Consiglio nazionale dell'Ordine domani, 27 settembre, in occasione della presentazione del nuovo portale dell'Agenzia delle Entrate,"Fatture e corrispettivi", dedicato a questa misura. Con l'occasione, l'Agenzia delle Entrate fornirà alcuni chiarimenti sulla procedura di accesso al nuovo portale, sul servizio di registrazione dell'indirizzo telematico, sulla processo di generazione del QRCode, sulle fasi di predisposizione-trasmissione-conservazione-consultazione della fattura, dei suoi dati e delle ricevute SDL e sul sistema delle deleghe.

La locandina dell'evento

Scarica le slide dell'Agenzia delle Entrate

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Rassegna stampa: Italia Oggi del 27.09.2018 - Italia Oggi del 28.09.2018 - Il Sole24Ore del 28.09.2018

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Notizie correlate: Sistema tributario, le proposte di semplificazione del Cno - Fisco, novità per l'e-fattura

Retribuzioni tracciabili: le prime FAQ

Retribuzioni tracciabili: le prime FAQ

L'approfondimento del 3 agosto 2018 della Fondazione Studi per fare chiarezza su diverse criticità

Le prime applicazioni degli obblighi di tracciabilità delle retribuzioni, introdotti dalla Legge n.205/2017 ed in vigore dal 1° luglio 2018, stanno creando molti dubbi tra gli operatori. Per questo motivo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha raccolto nell'approfondimento del 3 agosto 2018 alcune delle numerose FAQ ricevute sul tema, con l'obiettivo di fare chiarezza su diversi punti critici della normativa. Tra le criticità, ad esempio, quelle relative ad anticipi di cassa, rimborsi spese, indennità di trasferta e pagamenti con carta di credito.

Nel documento, inoltre, vengono illustrate le nuove modalità con cui datori di lavoro e committenti devono corrispondere le retribuzioni ai lavoratori e specificati i rapporti di lavoro non coinvolti dagli obblighi di tracciabilità. Si ricorda, inoltre, che la Fondazione Studi ha già fornito una guida utile all'applicazione delle nuove norme con il vademecum sulle retribuzioni tracciabili dell'8 giugno 2018, all'interno del quale è possibile scaricare il modulo con cui il lavoratore può scegliere la modalità di pagamento con cui preferisce ricevere la retribuzione.

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Notizie correlate: Retribuzioni tracciabili, obbligo in vigore - Retribuzion tracciabili, violazioni non diffidabili - Tracciabilità retribuzioni, come prepararsi - Tracciabilità delle retribuzioni, tutte le novità

Vademecum sulle retribuzioni tracciabili

Vademecum sulle retribuzioni tracciabili

Nell'approfondimento di Fondazione Studi i rapporti di lavoro interessati dall’obbligo e le modalità di pagamento ammesse

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l'approfondimento dell'8 giugno 2018 fornisce un utile vademecum riepilogativo delle novità e delle modalità operative che i datori di lavoro dovranno seguire per adempiere al nuovo obbligo sulla tracciabilità delle retribuzioni.

Dal prossimo 1° luglio, infatti, datori di lavoro e committenti saranno obbligati a procedere al pagamento delle retribuzioni, compresi gli acconti, esclusivamente attraverso una banca o un ufficio postale, con una delle modalità appositamente individuate dal Legislatore. Ricadono nell’obbligo tutte le tipologie di contratti di lavoro subordinato, le collaborazioni coordinate e continuative ed i rapporti di lavoro con i soci di cooperative. Sono esclusi, invece, i rapporti di lavoro domestico e quelli con la Pubblica Amministrazione.

Pesanti le conseguenze in caso di violazioni: sul piano sanzionatorio, nel caso di utilizzo di mezzi diversi da quali espressamente previsti per il pagamento, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 €; sul piano probatorio, la firma apposta sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione. All'interno del documento è presente un esempio di lettera con le indicazioni sulle modalità di pagamento da inviare al cliente.

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Notizie correlate: Retribuzioni tracciabili violazioni non diffidabili - Tracciabilità delle retribuzioni, tutte le novità - Retribuzioni tracciabili come controllare i comportamenti elusivi

Rassegna stampa: Quotidiano di Sicilia del 12/06/2018 - Italia Oggi del 13.06.2018 - Italia Oggi del 18.06.2018

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Antiriciclaggio: il vademecum per i Consulenti del Lavoro

Antiriciclaggio: il vademecum per i Consulenti del Lavoro

Esenzioni e obblighi nell'approfondimento della Fondazione Studi

L'area Economia e Fiscalità del Dipartimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha redatto un ampio vademecum sugli adempimenti in materia di antiriciclaggio che i Consulenti del Lavoro sono tenuti a rispettare. Questi, infatti, devono adottare specifiche misure per l’adeguata verifica e la valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo nonché dimostrare alle Autorità di Vigilanza e agli Organismi di Autoregolamentazione che le stesse siano adeguate al rischio rilevato.

Nell'approfondimento si specifica, inoltre, che l'esenzione dall’obbligo di adeguata verifica, disposta dal riformato art. 17, comma 7, D. Lgs. n. 231/2007, vige per l’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti dagli obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale, di cui all’art. 2, comma 1, della legge 11 gennaio 1979, n. 12. L'esenzione, quindi, non si applica a tutta l’attività di consulenza - strettamente necessaria ed indivisibile - ma interessa solo gli adempimenti in materia di amministrazione del personale. Sotto il profilo fiscale e contabile resta, infatti, esclusa la consulenza aziendale, amministrativa, contabile, tributaria e finanziaria. Considerata l’ampia portata della disciplina, il Consulente del Lavoro è tenuto ad effettuare sempre l’adeguata verifica del cliente quando ci sia il sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo o quando sorgano dubbi sulla veridicità dei dati forniti dal cliente, indipendentemente da qualsiasi esenzione o deroga.

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Rassegna stampa: Italia Oggi del 24.05.2018

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DURC e diritto al godimento dei benefici normativi-contributivi

DURC e diritto al godimento dei benefici normativi-contributivi

L’approfondimento della Fondazione Studi sul Principio n. 1/18 su aspetti interpretativi ed applicativi

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ha assunto con il passare del tempo una rilevante centralità nei rapporti economici delle aziende con gli Enti sia pubblici che privati. Il DURC rappresenta, infatti, una chiave di accesso al complesso sistema della regolarità contributiva: soltanto l’azienda virtuosa ha diritto di partecipare agli appalti pubblici. Tuttavia, la normativa istitutiva del DURC, nasce in un contesto legislativo complesso, talvolta contraddittorio e incerto. A conferma della complessità della disciplina che lo regola, oltre la copiosa giurisprudenza e le istanze più volte avanzate dalla Categoria, la volontà dell’esecutivo di rimediare alle evidenti contraddizioni con il d.m. del 30 gennaio 2015. Operazione non del tutto andata a segno.
L’approfondimento del 21 maggio 2018 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro sul Principio n.1/2018 in materia di Durc e diritto al godimento dei benefici normativi-contributivi vuole essere un contributo di chiarezza, attraverso l’analisi puntuale dei diversi aspetti interpretativi ed applicativi in materia.

Notizie correlate: Novità Inps: Durc più semplice - Regolarità contributiva, semplificazioni in arrivo - Riduzione apprendisti anche senza il Durc

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Il lavoro tra familiari è lecito

Il lavoro tra familiari è lecito

L’approfondimento della Fondazione Studi sulla sentenza n. 4535 della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione con l’ultima decisione in materia (Sez. Lav., 27 febbraio 2018, n. 4535) rende consolidato l'orientamento che vuole lecito il lavoro tra familiari, una realtà molto viva nel tessuto economico del nostro Paese che mira a dare continuità alla gestione delle aziende nonché al tramandarsi dei mestieri.

La sentenza facendo chiarezza sul lavoro familiare dà torto, quindi, alle operazioni presuntive spesso contenute nei verbali ispettivi Inps che tendono a negare la sussistenza del rapporto di lavoro tra familiari, pur in assenza di una norma che vieti esplicitamente al datore di assumere un componente della famiglia. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale continua a considerare il lavoro familiare uno strumento di dissimulazione per garantire una mera prestazione pensionistica. Spesso, infatti, gli ispettori Inps annullano il rapporto di lavoro anche quando il datore di lavoro è una società, in virtù di una circolare (n. 179/89) che apparirebbe più come un pretesto che come una motivazione.

Con l'approfondimento del 07 maggio 2018 la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza le motivazioni della sentenza n. 4535 e, in particolare, gli indici oggettivi stilati dalla Suprema Corte per riconoscere un effettivo inserimento organizzativo e gerarchico aziendale.

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Rassegna stampa: Affari&Finanza 21.05.2018

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Notizie correlate: Collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura e del commercio